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RIMORCHIO PORTUALE









PREMESSA: IL RIMORCHIATORE IN POCHE PAROLE

Il rimorchiatore è una nave altamente specializzata per il traino e la spinta dei mezzi galleggianti anche di notevolissime dimensioni. A seconda delle caratteristiche di costruzione (scafo, propulsione, potenza motore) e di allestimento, il rimorchiatore ha differenti funzioni: rimorchio portuale, servizio offshore, altura, salvataggio e recupero navale.
La competenza tecnica e professionale necessaria alle attività di servizio prestato dai rimorchiatori, richiede equipaggi addestrati e formati con molta cura, in grado di affrontare le situazioni più disparate e imponderabili, talvolta estreme, e di manovrare con qualsiasi condizione meteo-marina.
Nel corso delle operazioni più rimorchiatori possono partecipare contemporaneamente al medesimo servizio, se la complessità delle manovre da effettuare lo richiede. La valutazione di tale complessità risponde esclusivamente alle esigenze di sicurezza e si basa su considerazioni strettamente tecniche sui fattori specifici che concorrono alla determninazione del richio incidente ed alla sua prevenzione (dimensione e condizione della nave, tipologia del carico, condizioni dei fondali e delle banchine, congestionamento, mare, vento, ecc).



ASPETTI PRINCIPALI DEL RIMORCHIO PORTUALE





SICUREZZA

La sicurezza è la funzione principale del rimorchio portuale. Essa costituisce anche un importante fattore di competitività dei porti, concorrendo direttamente e indirettamente a determinare la regolarità e l’efficienza operativa del porto. Infatti, la sicurezza della navigazione in acque portuali e delle manovre di approdo, in un mercato così competitivo quale è quello marittimo, risponde ad almeno tre esigenze:
- permettere l’arrivo e l’uscita contemporanea di più navi nonostante bacini di evoluzione ristretti a causa delle vasche di colmata per acquisire nuovi spazi di banchina e delle dimensioni sempre più grandi dei navigli commerciali.
- garantire la certezza di entrata e di uscita alle linee marittime che scalano il porto, 365 giorni all’anno e in qualsiasi condizione meteo marina.
- consentire ai porti di ricevere carichi potenzialmente pericoli ma necessari all’economia e agli insediamenti urbani, come greggio, idrocarburi, sostanze chimiche e minerali, ecc.
Il servizio di rimorchio portuale è necessario alle manovre di entrata ed uscita delle navi, specialmente di grande tonnellaggio o che trasportano merci pericolose, in specchi acquei ristretti, e spesso congestionati, di porti e banchine, scongiurando il pericolo reale di incidenti. Le manovre per assicurare tale servizio sono note come traino o spinta e richiedono, in entrata, l’avvicinamento a mare della nave per il passaggio sottobordo dei cavi. Queste fasi sono svolte con qualsiasi condizione di tempo e di mare.
Grazie all'installazione a bordo di sofisticati e costosi dispositivi, i rimorchiatori portuali inoltre, svolgono ulteriori ed importanti prestazioni. Tra queste, il presidio per la sicurezza delle operazioni di carico e scarico di sostanze pericolose (ad esempio idrocarburi).
Insieme a piloti, ormeggiatori e battellieri, che compongono i Servizi Tecnico-Nautici (STN), i rimorchiatori portuali prestano servizio pubblico, quando chiamati dalla Capitaneria di porto in qualsiasi momento si manifesti un’emergenza. Questo servizio pubblico non ha oneri per lo Stato, essendo parte essenziale della concessione del servizio stesso.
Tra le operazioni di servizio pubblico: il soccorso alle navi in pericolo o alla deriva per rottura di ormeggi, per incaglio, avaria, falla, ecc. in qualsiasi condizione di mare, di vento e di visibilità; il servizio antincendio a navi e banchine grazie ai dispositivi Fire Fighting (FF) di bordo; il servizio antinquinamento con spray booms di irrorazione di agenti chimici di affondamento degli idrocarburi o con panne galleggianti di contenimento delle sostanze dannose o con skimmer di aspirazione a bordo delle sostanze inquinanti. Infine il servizio di salvataggio a mare di naufraghi e cose.
Nei grandi porti commerciali il servizio di rimorchio portuale, come quello di piloti, ormeggiatori e battellieri copre le intere 24 ore tutti i giorni dell’anno.






NORMATIVA

Come già detto, insieme a quello dei piloti e degli ormeggiatori, il rimorchio portuale è un servizio tecnico-nautico, sancito dall’art. 14 della Legge 84/94, contemplato dal Codice della Navigazione e regolamentato da circolari ministeriali e da ordinanze locali emanate dalle Capitanerie di Porto.
L’impresa armatoriale di rimorchio portuale esercita l’attività su concessione esclusiva, rilasciata a seguito di gara dalla Autorità Marittima in base al Regolamento nazionale e coerente con i dettami europei, emanato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
Oltre al servizio di rimorchio delle navi in porto, effettuato su richiesta dell'utente o in alcuni particolari casi obbligatorio, i rimorchiatori sono messi a disposizione dell’Autorità Portuale e di quella Marittima in qualsiasi momento lo richiedano motivi di ordine e sicurezza del porto e delle acque.






ORGANIZZAZIONE

La Capitaneria di porto, di intesa con l’Autorità Portuale laddove istituita, stabilisce i regolamenti locali di disciplina del servizio di rimorchio.
Sotto il profilo della prestazione a pagamento all’utenza del porto, il servizio di rimorchio ha natura di impresa, che si esprime quando l’armatore, o il suo agente rappresentante, sentito il Comandante della nave, ne fa esplicita richiesta. Nella richiesta del servizio, o in gergo marinaresco “del cavo”, viene indicato il numero dei mezzi necessari, che in genere variano da 1 a 4, a seconda delle caratteristiche dimensionali e tipologiche della nave.
Il traffico nei porti è spesso congestionato ed avviene in spazi molto ristretti, che non consentono a navi grandi di manovrare autonomamente. Spesso nei porti vi sono problemi di fondali, per il movimento delle sabbie ad esempio, o devono entrare/uscire navi con carichi pericolosi o si richiede velocità in sicurezza dei tempi di ormeggio/disormeggio per il rispetto del timing commerciale della nave. In tutti questi casi, l’utilizzo del servizio di rimorchio è essenziale, permettendo alle più disparate tipologie di navi di approdare senza danni a cose o persone, qualunque sia la banchina portuale e qualunque siano le condizioni meteo.
Contemporaneamente, il rimorchio portuale svolge un ruolo vitale di presidio di sicurezza, che si espleta tenendo sempre a disposizione un certo numero di mezzi armati (cioè con l'equipaggio a bordo pronto ad operare in qualsiasi momento) per interventi immediati di salvaguardia umana, marina, di beni e di infrastrutture.






EQUIPAGGIO

Ogni mezzo è armato almeno con un Comandante, un Direttore di macchina ed un Marinaio, secondo le tabelle di armamento emanate dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto - Ministero dei Trasporti, che considerano il grado di automazione del rimorchiatore e la sua propulsione.
L’organizzazione del lavoro è basata su una turnistica che è pianificata su quanto dispone il Regolamento. Generalmente nei maggiori porti italiani essa deve coprire senza interruzione l'intero arco temporale delle 24 ore.
Gli equipaggi dei rimorchiatori, pronti ad operare in qualsiasi momento in condizioni anche estremamente avverse e pericolose, rispondono a criteri di elevata professionalità e capacità tecnica, regolamentate dal Ministero dei Trasporti e certificate da numerose abilitazioni internazionali, alcune obbligatorie, emanate dall’IMO (International Marittime Organization) e dall’ILO (International Labour Organization).
Infine, periodicamente, le società armatoriali di rimorchio portuale associate a Federimorchiatori, volontariamente provvedono all’aggiornamento professionale degli equipaggi, anche attraverso corsi comuni delle società armatrici associate.
I marittimi arruolati sui rimorchiatori portuali sono inquadrati con un CCNL specifico di settore, che recepisce le peculiarità intrinseche del rimorchio portuale.






TARIFFE

I criteri e i meccanismi generali di formazione delle tariffe del rimorchio portuale, come degli altri servizi tecnico-nautici, sono stabiliti dal Ministero dei Trasporti, sulla base di un’istruttoria, condotta congiuntamente dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e dalla rappresentanza unitaria delle Autorità Portuali, Assoporti, nei confronti sia dei soggetti erogatori dei servizi che dell’utenza. Nelle valutazioni rientrano anche gli investimenti che la società di rimorchio deve effettuare per assicurare il servizio richiesto dal porto, quando si rende necessaria l’introduzione di nuovi mezzi. Un rimorchiatore nuovo costa mediamente 8 milioni di euro.
L’applicazione di questi criteri genera in modo trasparente un sistema tariffario differenziato per stazza nave, con importi diversi da porto a porto, motivati dalle caratteristiche infrastrutturali, geomorfiche e dalla tipologia e frequenza dei traffici di ogni singolo porto.
In base a tali caratteristiche è deciso anche il dimensionamento della società di rimorchio, in termini di mezzi armati in servizio sull'intero arco della giornata per tutti i giorni dell'anno.
Le tariffe del rimorchio portuale sono revisionate ogni 2 anni, con un processo istruttorio che coinvolge l’Autorità marittima, quella portuale, i rappresentanti dell’utenza portuale e l’impresa di rimorchio, dal cui esito può essere determinata un’eventuale variazione tariffaria in aumento o in decremento.
Il processo di determinazione tariffaria del servizio di rimorchio è accompagnato sempre e comunque da un'attenta disamina dei bilanci, dei costi operativi e dei ricavi dell’impresa di rimorchio, certificati da società di revisione dei conti.






FORSE NON TUTTI SANNO CHE



Tra le funzioni dei rimorchiatori, anche quella di assicurare un servizio di agguantamento degli iceberg alla deriva in rotta di collisione con le piattaforme offshore nell’area artica. Con manovre di accerchiamento con cavi speciali, una volta assicurato l’iceberg al governo del traino, molto lentamente lo si porta verso correnti marine fuori dalla portata della piattaforma. Per saperne di più, andare nella pagina rassegna stampa




LAVORO A BORDO

TESTIMONIANZE DIRETTE

Dal Blog Pazzo per il mare a cura di Mirko Metitiero

Intervista al Comandante Francesco Giolo

Capita a molti Pazzi per il Mare porsi domande su quegli affascinanti rimorchiatori che operano nei porti: come funzionano, come aiutano quelle grandi navi da carico o da crociera entrare in un porto, accostare alle banchine, chi c’è dietro tutto questo…
Ora, possiamo alleviare la vostra curiosità con la seguente intervista a Francesco Giolo, Capitano di Lungo Corso del rimorchiatore ASD Alessandro Onorato, in servizio nel porto di Olbia.

Buongiorno Comandante e grazie per la sua disponibilità. Tutto ha quindi inizio con quello che ieri si chiamava Istituto Tecnico Nautico…
Si, nel 1995, con quello che era il programma Nautisud, creato dal ministero con l’intenzione di dare ai neo diplomati altre possibilità al di fuori della carriera a mare. La dicitura del diploma infatti era Perito per i trasporti Marittimi. Purtroppo questo programma sottraeva ore alle materie nautiche per concederle a materie economiche. Di contro invece dava la possibilità ai neo diplomati di imbarcarsi subito per uno stage da allievo di coperta e, al ritorno, di accedere ai corsi base. Questo mi ha aperto le porte ai primi imbarchi (il 1996 è stato l’anno in cui le compagnie iniziavano di nuovo ad assumere allievi).

L’approccio con la vita di mare non è mai stata facile per nessuno. Quale fu la tua prima esperienza in mare ed il primo contatto con questa particolare professione?
Assolutamente… Feci il mio primo imbarco a bordo di una petroliera di 110.000 tonnellate di portata lorda. Conoscevo queste navi solo superficialmente da quanto letto sui libri, ed avere la possibilità di navigare su una di queste fu straordinario, tra l’altro la nave era nuovissima ed allo stato dell’arte per quel tempo. Il primo impatto fu fortissimo e spiazzante, considerate che imbarcai a Singapore e non avevo mai visto una rada con così tante navi, in seguito partimmo per l’India e attraversammo la Malacca , famosa per gli attacchi dei pirati, figuratevi come mi sentivo! Fu comunque una esperienza bellissima, feci 5 mesi gratis da Allievo ufficiale corsista senza un soldo di paga….. ma ancora adesso ringrazio di avere avuto quell’occasione.

A questo punto finalmente arriva il “giro di bitta” sui suoi gradi, da Ufficiale di Coperta…
Ho fatto tutta la mia carriera di ufficiale su navi petrolchimiche dell’ultima generazione, navi medio piccole impegnate in cabotaggio nel mare del Nord e nel Baltico. Questo mi ha consentito di smaliziarmi nei confronti del traffico e della conduzione della nave, inoltre essendo navi formate da equipaggi multietnici ho potuto confrontarmi ed imparare molto. In questo periodo maturai grande interesse per le attività offshore e guardavo con grandissimo interesse l’attività dei rimorchiatori di Rotterdam, Helsinki Amburgo. Nel 2005 dopo l’esame in capitaneria presi il titolo di Capitano di Lungo Corso e fui promosso al grado di 1° ufficiale di coperta.

…fino a raggiungere il grado di Comandante!
Feci un po’ di imbarchi fino a quando nel 2007 trovai la possibilità di lavorare a Cagliari, quindi vicino a casa, decisi quindi di abbandonare il lungo corso e buttarmi anima e corpo su una nuova avventura, vicino a casa si ma estremamente impegnativa. Assunsi il comando di una nave gru, la Poseidone, impegnata in costruzioni marittime e nella posa di boe, una nave bi-elica di 35 metri senza bow thruster. E’ capitato tutto per caso, serviva un comandante per spostarlo da un porto all’altro. Feci questa navigazione ed in seguito un’altra, l’armatore poi mi propose un contratto dandomi la massima fiducia ed accettai.

Come si arriva a comandare un rimorchiatore? Quali sono le sensazioni che si provano, rispetto a comandare una qualsiasi altra unità mercantile?
La Poseidone fu per me una grande scuola che mi introdusse all’arte della manovra… Per un Comandante manovrare la sua nave e portarla sul punto prescelto in sicurezza, con qualsiasi condizione meteo è una soddisfazione immensa! Nel frattempo ho inviato un Curriculum alla Moby divisione rimorchiatori e nel gennaio 2009 mi risposero! Iniziai cosi l’addestramento sui rimorchiatori ASD fino a quando nell’aprile 2009 fui destinato al comando del rimorchiatore di Olbia Alessandro Onorato. Quindi, per rispondere alla tua domanda come si arriva a comandare un rimorchiatore ti rispondo: per bravura ma anche per Fortuna!

Come descriverebbe, in poche parole, la responsabilità ed il lavoro del Comandante?
Una persona che incontrai in mare e che ricordo ancora ora con piacere e’ un vecchio comandante di La Spezia, una persona fantastica che mi insegno’ tante cose che poi mi furono utili nel proseguo della carriera. Mi diceva sempre che essere un Comandante non vuol dire solo imporre la propria volontà’ sugli altri ma essere in grado di gestire quello che gli altri non sono in grado di fare… Il Fardello del comando infatti non è tanto la manovra piuttosto che la pianificazione o lo condotta della traversata, quanto l’essere capace di sopportare il peso della responsabilità della vita di tanti padri di famiglia.

Veniamo al suo incarico attuale. Nonostante pochi ci pensino, il ruolo che hanno i rimorchiatori nelle operazioni dei traffici marittimi è fondamentale, con aspetti davvero complessi. Ci racconta come si procede a rimorchiare una nave?
Il rimorchiatore e’ sempre stand by sul canale di lavoro portuale. Quando le navi arrivano o partono, il comandante avendo sentito anche il parere del Pilota decide se serve o meno l’utilizzo del rimorchiatore. In tutti i porti esistono delle ordinanze emesse dalla Capitaneria che regolamentano l’utilizzo in base alle condimeteo, all’ormeggio, alla stazza. Ogni manovra è differente dall’altra e spesso è il risultato di un compromesso tra le esigenze della nave e quelle del rimorchiatore: il mezzo al mio comando è un ASD (Azimuthal Stern Drive) con cavo di rimorchio a prora, quindi per esempio se si andrà ad evoluire in spazi ristretti si cercherà di passare meno cavo possibile, rendendo però molto più nervosa la risposta del rimorchiatore. Una volta poi che la nave è stata girata il rimorchiatore si porterà vicino alla nave fino ad attaccarsi, accorciando il cavo man mano e posizionandosi per una manovra che viene chiamata Push&Pull; in questa posizione grazie alla propulsione azimutale o voith siamo in grado di rispondere immediatamente alle richieste del pilota passando immediatamente dalla spinta al tiro. Le manovre con forte vento sono molto simili a quelle con calma, la maggiore variabile è la velocità con cui vengono eseguite e, chiaramente, la forza impiegata.

Oltre a questo, svolgete ulteriori tipologie di manovra?
Un tipo di manovra che esce dall’immaginario collettivo di rimorchio è quella di scorta o escorting: questo tipo di manovra viene effettuata nei porti con canalette lunghe e dove le navi devono procedere con velocità che vanno dai 7 nodi agli 11/12. Consiste nel passare il cavo a poppa nave, solitamente al centro, e procedere col cavo teso nella scia, la funzione del rimorchiatore e’ quella di timone aggiuntivo, per usare un paragone facile a capire, quando la nave richiede una correzione di rotta il rimorchiatore si porta fuori dalla scia a circa 45 gradi e si orienta in modo che il fianco formi un angolo più o meno accentuato con la rotta della nave, in questa maniera, in una situazione di equilibrio di forze, il rimorchiatore sposta la poppa della nave nella direzione desiderata aumentando notevolmente i tempi di accostata. L’altra funzione come facilmente prevedibile è quella di fermare in emergenza la nave in caso di avaria alle macchine.

Durante la sua carriera ha mai avuto la sfortuna di trovarsi in situazioni pericolose?
In mare ci si trova spesso in situazioni pericolose, bisogna sempre cercare di capire velocemente come uscirne magari col minimo danno possibile. Mi sono trovato spesso in situazioni al limite sia sulle navi che sui rimorchiatori, credo come la maggior parte dei marittimi, ma ne sono sempre uscito intero sia io che i miei colleghi, sarebbe impossibile scegliere un episodio…

In base alla sua esperienza, quali sono i mezzi più difficili da gestire ed aiutare nel corso delle manovre?
Credo che i più’ difficoltosi siano i moderni mega traghetti, questi infatti lavorano ad alte velocità’ e soprattutto hanno una grande superficie velica che li rende vulnerabili ai forti venti, capita a volte di non riuscire a portarli all’ormeggio proprio a causa delle enormi forze generate del vento sulle sovrastrutture, in questi casi se possibile si annulla la manovra e la si ritenta on condizioni migliori.

Spiegandolo a dei profani del mestiere, quali sono i sistemi di rimorchiatori più moderni?
I rimorchiatori portuali si sono evoluti molto negli ultimi 20 anni: se escludiamo i tradizionali con una sola elica intubata che lavorano col gancio, i moderni si dividono sostanzialmente in Azimutali e Voith. Gli azimutali a loro volta possono essere ASD (Azimuthal Stern Drive) con propulsori a poppa e cavo di rimorchio a prora e tractors o ATD con propulsori a prora e cavo di rimorchio a poppa. In generale è un mondo in continua evoluzione che si adegua all’evoluzione del traffico marittimo. I comandanti devono sempre aggiornati e capaci di adeguarsi all’evoluzione dei mezzi, figuratevi cosa vuol dire passare da un rimorchiatore tradizionale ad un ASD e poi ad un Voith, tre tipi di propulsione completamente diversa che richiedono capacità adeguate.

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